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Héctor Falcòn – Caballo Loco

Héctor Falcòn – Caballo Loco Per la seconda volta la suggestiva atmosfera della Maison Espana (Milano - via Montegani 64) – divenuto ormai uno dei luoghi più attivi per quanto riguarda il tango argentino ed il flamenco- ha accolto, il 24 giugno scorso, Hector Falcòn, che dopo una settimana di lezioni e stages ha concluso il suo “soggiorno” milanese con una straordinaria esibizione: un vero e proprio trionfo. Tutti, appassionati e semplici clienti del ristorante, sono rimasti entusiasti ma soprattutto colpiti dall’energia dei suoi passi, eseguiti con una perfezione quasi poco credibile e con una gioia ed un divertimento tutt’altro che finti. L’anno scorso è stato affiancato dalla giovane Carolina Gomez con cui ha dato vita ad uno spettacolo quanto mai coinvolgente e di alto livello artistico. Quest’anno l’esibizione è stata meno da palcoscenico,in un certo senso più intima; con Leticia Lucero, della Compania Gente de Tango (che lo ha ospitato), ha riprodotto principalmente i passi insegnati nelle lezioni. Da tutti stimato e annoverato tra i primi 5 ballerini di tango, Caballo Loco (così è stato soprannominato) ha collezionato importanti esperienze professionali, ballando, in 28 nazioni, con le più grandi compagnie argentine: TangoX2, Tango Pasion, Tango Session, Maximiliano Guera y El Tango, Mariano Mores, Sexteto Tango. Ha studiato con le personalità più prestigiose del tango argentino (Gloria e Rodolfo Dinzel,Todaro, Pepito Avellaneda, Juan Carols Copes) e spazia in modo perfetto, elegante e personale tra i diversi stili (tango salòn, tango da palcoscenico, milonga lisa, milonga con traspiè) esprimendo tutta la sua genialità non solo nelle esibizioni (spesso improvvisate) ma anche nelle lezioni, in cui riesce a coniugare professionalità,chiarezza ed efficacia. La sua interpretazione è sempre vivace e soprattutto decisamente “virile” nel voler riprodurre l’atteggiamento del compadrito (del “guappo”) ,elemento di chiara derivazione folkloristica. In effetti Hector è anzitutto un ballerino di folklore come ha dimostrato sia l’anno scorso che quest’anno eseguendo una travolgente chakarera (tipica danza folkloristica argentina in cuoi viene riprodotto il corteggiamento tra uomo e donna). E’ un emozione vederlo danzare con un carisma e una presenza scenica che un artista deve necessariamente avere per arrivare, dopo tanti sacrifici, ad ottenere successo e gratificazioni: Hectòr è di ritorno da una tournèe negli Stati uniti dove in quattro mesi con la sua compagnia (16 ballerini e orchestra) ed il suo show (L’epoca d’oro del tango) ha ottenuto grande successo e numerosi riconoscimenti dalla stampa americana (Washington Post, New York Times…). Indubbiamente, con la sua personalità forte e molto umile allo stesso tempo, Hectòr è riuscito e trasmetterci una buona tecnica e soprattutto la passione per una professione non sempre facile ma ricca di emozioni,come lui stesso ci ha confessato in una breve intervista. INTERVISTA A HECTOR FALCON, CABALLO LOCO 1)- Ho avuto la possibilità di fare con te delle lezioni di tango e ,sia l’anno scorso che quest’anno, ho assistito ad una tua esibizione: in ogni caso riesci a travolgere, ad emozionare, a trascinare il pubblico coinvolto più che mai dalla tua fortissima presenza scenica e dal tuo carisma. Quale pensi che sia il principale motivo del tuo successo? Questo io non lo so…faccio quello che so fare,spontaneamente,senza forzature,con tutto il cuore. Credo che la cosa più importante sia che amo ciò che faccio;quando ballo non penso all’applauso e al pubblico che mi guarda. Mi diverto e trasmetto quello che provo. 2)-Quali pensi siano state le tappe più significative della tua carriera? Diciamo che ci sono stati tre momenti importanti per la mia vita artistica: anzitutto da piccolo ballavo Folklore argentino e questo mi ha permesso di conoscere il tango prestissimo. Fu poi Dinzel che mi insegnò il Tango, facendomelo conoscere nella sua completezza e profondità. Successivamente ho lavorato nello spettacolo Tango X2: paradossalmente proprio il più grande ballerino da palcoscenico -Miguel Zotto- mi ha insegnato il tango della milonga, da sala. Lavorare nel suo cast è stato un traguardo,un coronamento…un punto di arrivo molto gratificante, ma allo stesso tempo è stato un punto di partenza.Sono di ritorno dagli Stati Uniti dove, con la mia compagnia, ho fatto 72 spettacoli in 68 città portando in teatro un mio show. 3)A quali sacrifici si va incontro se si vuole intraprendere questa carriera e quali consigli ti senti di dare a chi volesse seguire questa strada? Come in tutte le cose è assolutamente necessario studiare molto e ,soprattutto all’inizio, avere tanta,tanta pazienza e perseveranza aspettando il proprio momento senza scoraggiarsi : bisogna dare molto al tango, poi sarà il tango a dare, laddove ci sono qualità ,competenza e professionalità. Nella seconda fase, quella in cui si comincia a vivere di questo, allora i sacrifici sono differenti: si sta molto lontano da casa e i momenti più importanti (compleanni,feste) vengono vissuti per telefono, lontano dalla propria famiglia.Non sempre questo è facile. In ogni caso sono poi le gratificazioni e la passione a darti la forza per continuare. Sicuramente il consiglio più importante che mi sento di dare è quello di andare in Argentina ,non solo per studiare con i più grandi professori, ma anche per vivere nella realtà in cui il tango è nato e apprendere lezioni da tutti quelli che io chiamo, “maestri di vita”, che,molto spesso, credo siano più importanti dei professori. Andare a ballare nelle milonghe e prendere lezioni con il maggior numero di maestri è fondamentale per crescere ed arricchire il proprio bagaglio tecnico: da ognuno si prende qualcosa ma alla fine sei tu che crei il tuo stile. Lo fai emergere da tè stesso e da ciò che hai appreso; non bisogna mai trascurare le proprie qualità e specificità. 4)- Com’è la tua vita,da un punto di vista strettamente pratico? Attualmente,poiché mi sto dedicando all’insegnamento, mi alleno molto meno. Quando ho un’esibizione mi riservo sempre almeno due ore di riscaldamento. Per l’ultimo show abbiamo fatto 5 mesi di prove. Ci allenavamo 6 ore al giorno. Negli ultimi due anni sto viaggiando molto, quindi conduco una vita meno tranquilla, ma non mi sottopongo a diete o a particolari restrizioni…sono sempre in movimento! 5)-Quali sono i tuoi prossimi obiettivi e programmi per il futuro? In seguito a quest’ultima esperienza lavorativa mi si sono aperte altre strade come coreografo e direttore di teatro.Sicuramente intendo ballare finchè posso, poi mi dedicherò all’insegnamento.Sono comunque già molto soddisfatto della mia vita; ho realizzato i due sogni che avevo da piccolo: ballare e viaggiare.


Mariantonietta Mazzei
ha pubblicato e mantiene aggiornate le informazioni contenute nella scheda.
invia una e-mail a marian81@virgilio.it

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