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La Cumparsita - storia

Nacque come marcia studentesca di una <<comparsa>>[1] di Montevideo; da qui il suo nome, ridotto dapprima in Comparsita e trasformato quindi in La cumparsita[2]. Nel Carnevale del 1916, Matos Rodríguez la portò al pianista Roberto Firpo, che si esibiva al Caffè La Giralda[3] (oggi Palazzo Salvo). Si rese necessario trasformarla in tango, procedimento nel quale intervenne Carlos Warren; e si dovette perfino aggiungerle un pezzo, mancante. Firpo utilizzò, a questo fine, parte di un suo tango strumentale, La gaucha Manuela.

Nella Giralda, come detto, fu eseguita per la prima volta con breve notorietà iniziale ma pronto oblio. Arrivò ad avere due registrazioni in quel periodo. La prima fu quella dell'orchestra di Firpo (a rigore, un quartetto con lui al piano, Tito Roccatagliatta al violino, Juan Bautista Deambroggio al bandonion[4] e Juan Carlos Bazán al clarinetto), nel settembre del 1916 (?) per la Odeón. Ma il disco appare annunciato appena nell'agosto del 1917. L'altra - di cui spesso si dice, erroneamente, che sia la prima - fu quella dell'orchestra Alonso-Minotto, montata al solo fine di incidere dischi, per la Victor (8, 9 o 10 maggio del 1917). A Buenos Aires la suonò per la prima volta Firpo nel Caffè Iglesias.

Senza l'autorizzazione di Matos Rodríguez (che aveva ceduto lo spartito per pochi pesos alla Editorial Breyer Hermanos, commettendo lo sbaglio della sua vita), Contursi e Maroni le scrissero un testo, che chiamarono con il primo verso: Si supieras[5]. È quello che incide in disco Carlos Gardel nel 1924 per la Odeón, con l'accompagnamento delle chitarre di Ricardo e Barbieri.

A questo punto inizia la storia del successo di La cumparsita, il tango più inciso di tutti i tempi, il più rappresentativo, quello che tutto il mondo riconosce immediatamente. (Gardel fece un'altra versione, a Barcellona, il 17 dicembre 1927 con gli stessi chitarristi). Un'altra incisione del 1924, quasi sconosciuta, è quella del cantante e chitarrista Mario Pardo, con la Odeón.

Le proteste di Matos Rodríguez furono immediate; forse nessun altro tango ha dato origine a tanti processi e controprocessi. Quest'autore le diede altri versi, che sono quelli chi incominciano con "La Cumparsa, / dalle disgrazie innumerevoli, sfila / intorno a quell'essere infermo, / che presto morirà di pena... ". José Gobello e Roberto Selles scoprirono ancora un altro testo, appartenente ad Alejandro del Campo. Ebbe una versione in inglese nel 1937, intitolata The Masked One, i cui versi appartengono ad Olga Paul.

Il testo di Si supieras era stato scritto per la farsa Una programa de cabaret, la cui prima fu data al Teatro Apolo il 6 giugno 1924; all'inizio con l'attore Juan Ferrari, poi con Carlos Carranza.

Il 20 agosto 1947 esordì al Cinema Normandie il film La cumparsita, diretto da Antonio Momplet. Includeva tra gli attori Hugo del Carril, Aída Alberti, Nelly Darren, José Olarra, Felisa Mary, Florindo Ferrario, Ernesto Vilches, Carlos Castro ("Castrito"), Chela Cordero, Maruja País e Max Citelli. Fu una produzione degli Estudios San Miguel. La cumparsita, inoltre, fu il titolo dato in Spagna al film di Enrique Carreras Canción de arrabal [6] (1961).


[1] <>: mascherata. Vedi anche nota 2.

[2] <>, piccola <>. <>: lunfardo. Mascherata, gruppo di persone travestite o vestite ex professo (vale a dire volutamente) in maniera bizzarra, che sfilano, cantano e ballano nelle feste carnevalesche.

[3] <>: girandola.

[4] Dal tedesco Bandoneon, acronimo questo di Heinrich Band (1821-1860), musicista che lo inventò, Harmonika, armonica, e Akkordeon, fisarmonica. Varietà di fisarmonica, di forma esagonale e scala cromatica, molto popolare in Argentina.

[5] <>: se tu sapessi.

[6] <>: canzone di periferia.


Elvio Meneghel
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