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Pablo Veron - La prima volta

Quando mi hanno chiesto di fare un’intervista a Pablo Veron la prima perplessità è stata dettata dal fatto che io sono una neofita del tango. L’ho scoperto da un anno circa. Il tango mi piace e mi appassiona, ma sono completamente analfabeta. Di Pablo Veron ,poi, non sapevo davvero niente.

LA PRIMA VOLTA
26 dicembre 2003

L’ho incontrato a Torino. Non avevo visto il suo film, non avevo visto le sue esibizioni, non sapevo nemmeno che faccia avesse, questo Pablo Veron. Ricordo il primo giorno di seminario, dietro la pesante tenda porpora, che divideva la sala dal bar, stavano facendo lezione i Masters. Un nugolo di persone sbirciava dalla feritoia creatasi dai due lembi del sipario. Come bambini di fronte allo spettacolo offerto dalle discussioni proibite degli adulti, si erano affacciati per rubare un momento di magia.
Io, invece, spiai per vedere in anteprima quel viso, di cui avevo una sola documentazione: la foto del volantino del seminario.
L’impressione che avevo avuto era stata di un uomo grosso e imponente, con la faccia dura, che mette soggezione, e gli occhi freddi. Un uomo fatto, sui quaranta, quaranta cinque anni.
Mi feci spazio tra la piccola folla e appoggiai il viso alla stoffa, non si vedeva bene perché la lezione era stata interrotta, tutti erano in circolo ad ascoltare l’ulteriore spiegazione del passo.
Tra quei corpi ho intravisto un piccolo giovane uomo con i capelli arruffati, gli occhialini e una strana camicia fantasia. " Sarà l’aiutante del maestro che mostra il passo" , ho pensato.
Era Pablo Veron!
L’ho scoperto poco dopo, quando ho iniziato la mia lezione, che invece era lui e mi sono imbarazzata dicendo tra me: "Chissà cosa direbbe, se sapesse cosa ho pensato, un attimo fa!".
Molti mi avevano detto: " Pablo è una persona difficile… dipende da come gli gira… a volte è brusco e scostante…. non ti guarda nemmeno a lezione….poi quando si esibisce, povere le sue ballerine… come le tratta…".
Forse era per questo che mi ero prefigurato un gigante cattivo. Invece, devo dire che quel primo incontro mi ha rasserenata.
Pablo è stato disponibile e carino con tutti, abbiamo lavorato in serenità e in modo approfondito e interessante, per quanto ne possa comprendere io. I suoi occhi curiosi e acuti ci scrutavano da sopra le lenti colorate degli occhiali, appena scivolati sul naso. Un quadro, che faceva di lui un essere- folletto, molto lontano da quello che avevo solo poco tempo prima immaginato, qualcosa di affascinante ma non pericoloso. Ero contenta…

LA PRIMA VOLTA- PARTE II
Quando vidi il film, rimasi agghiacciata. Su uno schermo improvvisato, in una sala buia, ancora più improvvisata, scorrevano le immagini di questo film:" Lezioni di tango".
Tutto diverso da quello che immaginavo. Anche qui, una sorpresa. Il film di Sally Potter è un film davvero girato bene, non uno di quelli di cassetta…e Pablo, risulta essere un cattivo di prima categoria!
La prima reazione è di associare il personaggio a lui, di partecipare empaticamente alla storia, di sposare la causa di lei…. Pablo è bravissimo e perverso allo stesso tempo.
L’idea che gli artisti siano spesso associati a discariche umane,specie al cinema, mi irrita, anche se la realtà purtroppo sovente lo conferma. Ero davvero combattuta e vittima anch’io della catarsi.

LA PRIMA VOLTA- ATTO FINALE
Arrivò la sera dell’esibizione. La sala era stracolma, tutti noi eravamo assiepati in modo da creare un quadrilatero perfetto all’interno del quale avrebbero danzato Pablo e la sua ballerina, la famosa Strazza, di cui i miei amici mi avevano parlato come una specie di martire nelle mani di un despota. Iniziarono a ballare e accadde che la Strazza ebbe il vestito straZZato. Scusate il gioco facile di parole ma era buffa la situazione, e tutti a bisbigliarsi nei lobi:
" Guarda nemmeno si ferma … poverina… che sguardo di ghiaccio…. adesso la massacra…"
Ciò che era rimasto nei miei occhi, invece, era la forza di quell’ometto sulla scena , la potenza espressiva di quel corpo. Il resto, il personaggio del film, i commenti , tutto il resto, non mi interessava più. Ho riflettuto e mi sono detta: ”la mia impressione dal vero non è stata quella di un despota capriccioso e severo, umanamente non è ciò che mi ha restituito.”
Devo conoscere meglio Pablo Veron!

a cura di Marcella Formenti


Marcella Formenti
ha pubblicato e mantiene aggiornate le informazioni contenute nella scheda.
invia una e-mail a marcellaformenti@yahoo.it

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