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 Scheda Brano...
- categoria: tango

CAMINITO

Parole di Gabino Coria Pe˝aloza. Musica di Juan de Dios Filiberto. Composto nel 1926
traduzioni e note di Oscar Donato

Stradina che il tempo ha cancellato,
che insieme un giorno ci hai visto passare,
sono venuto per l'ultima volta,
sono venuto a raccontarti il mio dolore...
Stradina, che allora eri
costeggiata di trifoglio e di giunchiglie in fiore,
un'ombra ben presto sarai,
un'ombra come me...

Da quando se ne Ŕ andata,
triste vivo io;
stradina amica,
anch'io me ne vado...
Da quando se ne Ŕ andata,
non Ŕ tornata pi¨;
seguir˛ i suoi passi...
Stradina, addio!...

Stradina, che tutte le sere
percorrevo felice cantando il mio amore,
non dirle, se torna a passare,
che il mio pianto la tua terra ha bagnato.
Stradina ricoperta di cardi,
la mano del tempo la tua orma ha cancellato;
al tua fianco io vorrei cadere
e che il tempo ci uccida tutti e due.

Storia:
Diventato l'inno del quartiere ("barrio") di Buenos Aires denominato "La Boca"[1], Caminito s'inspira in realtÓ a un sentiero del paese di Oltra, in La Rioja, dove l'autore trascorse l'infanzia. Coria Pe˝aloza, poeta dalla sensibilitÓ innatista[2] che si tradusse nei versi di Margaritas, El ramito, La tacuarita e altri componimenti, era nato a Mendoza nel 1895. MorirÓ non molto lontano da quella stradina di Otra: nella localitÓ di Chilecito, nel 1975.Caminito ottenne il primo premio nella seconda categoria del Concorso di Canzoni Native del Corso Ufficiale di Buenos Aires, organizzato per il Carnevale del 1926. Eduardo Romano, citando una comunicazione di HÚctor ErniÚ, fa menzione della partecipazione al Concorso della Sociedad Rural, in occasione del quale Ŕ eseguito per la prima volta. Fu dedicato alla ballerina creola Julia Puigdengolas. Una farsa di Alberto Noviˇn, Facha Tosta, port˛ Caminito sulla scena teatrale; lÓ fu interpretato da Ignacio Corsini, con la compagnia di Luis Arata nel Teatro Cˇmico (stagione 1927).Fu inciso due volte da Carlos Gardel, entrambe con l'accompagnamento delle chitarre di Ricardo e Barbieri, per il marchio Odeˇn. Una volta, con il primitivo sistema acustico, nel 1926; un'altra, l'anno dopo, con il sistema elettrico e lasciando due matrici di date diverse: 29 luglio e 20 agosto 1927. Sempre per Odeˇn lasci˛ un'incisione anche Ignacio Corsini, con i suoi chitarristi Aguilar, Pesoa e Maciel, il 15 giugno 1927. Verso il 1928 lo incise a Parigi (disco PathÚ) l'orchestra di Manuel Pizarro, cantando questi stesso.Il Caminito del quartiere di La Boca fu dapprima tronco di ferrovia dalla stazione Casa Amarilla[3] fino alla Vuelta de Rocha[4]; da qui la sua forma curva e la mancanza di marciapiedi. La diramazione non fu pi¨ utilizzata dal 1954 e cinque anni dopo, grazie alla direzione municipale appoggiata dal pittore Benito Quinquela MartÝn[5], si trasform˛ in corso.Sebbene tuttora si senta qualche voce affermare che il tango fu composto per questa strada e non quella di La Rioja, merita di essere ricordato che fu l'Intendente Bernardo Gago colui che battezz˛ questa arteria come Caminito in omaggio a Filiberto e alla sua opera. La strada fu chiamata cosý grazie al tango, e non il contrario. A proposito: la via Filiberto si chiama cosý non per il compositore, ma per una vittoria nella guerra contro il Brasile, la Batalla de los Potreros del Padre Filiberto[6] (12 febbraio 1828).


[1] Cresciuto a partire dalla metÓ del diciannovesimo secolo intorno al primo porto naturale di Buenos Aires. Qui s'insediarono grandi contingenti di immigranti, in maggioranza italiani, che diedero al medesimo una particolare fisionomia di quartiere. Attualmente centro di intensa attivitÓ artistica Ŕ una delle zone pi¨ pittoresche della cittÓ. [2] Appartenente o relativo all'innatismo, teoria filosofica che sostiene l'esistenza negli esseri umani di idee o strutture mentali precedenti all'esperienza.
[3] <>: casa gialla.
[4] Questo posto fu dichiarato "Luogo di interesse storico nazionale" nel 1949. Qui l'ammiraglio Guillermo Brown stabilý l'arsenale della flotta da lui comandata. Deve il suo nome a uno dei suoi proprietari, il possidente Antonio Rocha, cui appartenne la zona nel 1636. <>: svolta.[5] Pittore, benefattore e residente illustre, l'artista per eccellenza del "Riachuelo" visse tra il 1890 e il 1977. La sua arte, ispirata all'intensa vita del porto del quartiere di "La Boca", fu premiato nel Paese, distinguendosi anche in numerose esposizioni internazionali. Il "Riachuelo" Ŕ un piccolo fiume del quartiere. [6] <>: battaglia dei pascoli (per cavalli) di Padre Filiberto.


Oscar Donato Piccoli
ha pubblicato e mantiene aggiornate le informazioni contenute nella scheda.
invia una e-mail a oscardonato.piccoli@bnpparibas.com