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Ballando ballando a ritmo di Tango

a cura di:Alberto Testa di La Repubblica

Da "La Repubblica" del 14 giugno

 

In scena al teatro Sistina di Roma lo spettacolo di Luis Bravo. Fra gli interpreti, il settantenne Carlos Gavito

ROMA - Quattro anni fa, nel luglio 1996, vedemmo al Festival di Spoleto la prima versione di questo Tango forever di Luis Bravo e ne rimanemmo incantati. I "puristi" allora storsero il naso per le troppe contaminazioni di vario genere (classico, moderno) insite nello spettacolo, contaminazioni che andavano un po´ al di là dello spirito innovatore del regista. Era comunque uno spettacolo in cui si ballava per due ore di fila il tango, questa danza straordinaria nata nei bassifondi di Buenos Aires e passata dalle balere alle sale da ballo borghesi.
Una danza che suscitò entusiasmo schietto come è sempre successo al nascere di un nuovo tipo di ballo, ma anhe scandalo per la evidente tensione erotica presente nella musica e nei passi dei ballerini. Il tango fu condannato dai moralisti a cominciare addirittura da un Papa che lo proibì.
Oggi è diverso, il tango è diventato un "classico" e certamente non si scandalizzerà più nessuno se anche a danzare fossero persone dello stesso sesso. Del resto lo si è sempre fatto. È un modo di liberare gli istinti più reconditi. A suo tempo gli esteti dissero: "Quante cose in un minuetto!". Possiamo aggiungere solo che queste considerazioni possono essere riferite anche al valzer viennese e a tutte le danze del folclore.
In scena qui ci sono sette coppie, dodici musicisti e un cantante (Carlos Morel), tutti ai cenni del regista e coreografo Luis Bravo con la direzione musicale di Lisandro Adrover.
Lo spettacolo, strutturato in due atti e coreografato dagli stessi "tangueros", lascia loro ampia libertà di azione, avvolti da un gioco di luci come nubi, fasciate le donne da abiti confezionati di sete, velluti, strass, boa di struzzo, paillettes, inguainate in calze a rete, le teste impomatate tirate a lucido.
La coreografia è tutta punteggiata dal travolgente suono del bandoneon, strumento tradizionale e simbolo, tra melanconia e struggimento, di una cultura.
Danza della coppia, ballerini avviticchiati, impettiti e abbandonati al loro gioco, tracciano al suolo e nell´aria geroglifici di seduzione, di flessuosità di abbandoni fra scambietti e sgambetti rapidi che hanno l´incisività e la prepotenza aggressiva di un dialogo d´amore.
Qualche titolo fra i più significativi: "Derecho viejo", "Comme il faut", "Romance del bandoneon y la noche", la "Tablada" e le vecchie ben note musiche argentine come "La Cumparsita" e il "Libertango" di Astor Piazzolla.
Nel corso della serata, come spesso capita negli spettacoli di tango, l´attenzione dello spettatore si concentra a poco a poco sui volteggi del grande ballerino settantenne Carlos Gavito, una vera sorpresa, e della sua deliziosa compagna, la giovanissima Marcela Duran, che lo asseconda con grazia straordinaria. Il tutto è condito e accompagnato dalla dolce, carezzevole musica del bandoneon.
Tango forever è uno spettacolo pieno e affascinante, con tanta bella musica e dei magnifici numeri di canto e danza. Una serata al Sistina di Roma, che ti fa sentire proprio al centro di Buenos Aires. Luis Bravo e i suoi ballerini sono in scena fino al 25 giugno.


Elvio Meneghel
ha pubblicato e mantiene aggiornate le informazioni contenute nella scheda.
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