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Come una pagina

a cura di:Angelo Liuzzi

Tutto hai chiuso negli occhi, i miei sorrisi e questa città alle spalle, i baci… spiati dietro la barba, la musica dei negozi e la luce dei lampioni. E te ne sei andata! E sono rimasto! senza un bacio o un sorriso, senza una luce o una nota di colore. E mi sono girato! E tutta la città era sparita! (Perché) io so che, quando chiudi gli occhi, porti con te tutto quello che vedi, e riassumi poi tutto in un sorriso, quando li riapri.

All’inizio di questo periodo c’era solo un verso; all’inizio di questo periodo io non sapevo nemmeno che ci potesse essere un verso giusto per affrontare la situazione. Io non potevo! Lei non poteva! - La questione è molto semplice. - L’indomani avrei sistemato su tutte le bacheche dei bar o delle università questo annuncio: "Cercasi monolocale o mansarda, no studente!", col mio nome e numero appresso. Erano già pronti quei pochi vestiti nell’unica valigia. Solo.., i molti libri negli scatoloni. Libri che per lo più non avevo mai letto ma che, comprati per chissà quale irrefrenabile capriccio, giacevano assopiti negli scaffali dei miei armadi.

Il libro prende aria quando lo sfogli come una camera alla quale apri le finestre. Entra la luce dei tuoi occhi tra quelle righe ed ecco che si rispolvera la memoria di parole che, mentre si rincorrono, le acchiappi ad una ad una. Qualcuna ti scappa fuori, mentre la fantasia si sofferma, come la mano stanca che non ha più voglia di spazzare la camera impolverata. Alla fine chiudi tutto, ma sai che dentro qualcosa di continuo brulica di sicuro. Poi accade che ti dimentichi di giocare ad inseguire le parole. È allora che i libri si addormentano e smettono persino di chiamarti, di fare rumore nella stanza. Ogni tanto qualche bisbiglio quando sbatti una porta. E di porte ultimamente in questa stanza ne sono state sbattute molte.

Parole come: "basta, non ce la faccio più!", che quando le hai rincorse una volta, alla fine, smetti di rincorrerle. È così che lei se ne andata, ed è così che i libri hanno preso a parlarmi. Ma non potevo portarli con me tutti, la mansarda sarebbe stata troppo piccola, così ho letto quelli che avrei lasciato o, meglio, abbandonato. Ma un libro diventa come una persona quando la abbandoni, - se la fai tua, - anche se smetti di vederla, anche se smetti di ascoltare quello che ha da dirti, spesso in silenzio. E la copertina non è che uno sguardo a volte che non comprendi. Sì! a volte le persone hanno uno sguardo che non si addice al loro aspetto, al loro comportamento. Perché hai bisogno di vedere quello che vedi, come dici tu! come hai bisogno tu! e quando scopri qualcosa di nuovo hai timore, e ti stupisci. Molte copertine ormai hanno stampe di quadri bellissimi ma che in realtà hanno ben poco a che vedere con l’anima racchiusa nel libro.

Lei quando se ne andata via da me aveva uno sguardo simile. Mi guardava come non mi aveva mai guardato ed io mi sono stupito di quello che non avevo mai saputo vedere. Fa fatica anche leggere un libro oggi. Molto spesso avrei iniziato a leggere le prime righe e, se mi fossero piaciute, le avrei comprate tutte a scatola chiusa o dovrei dire a libro chiuso. Fa fatica leggere e rincorrere tutte quelle parole; con i loro trabocchetti ti ingannano e tu inciampi. Ti sviano! E quante volte mi hanno sviato le sue parole. Quante volte ho creduto che mi dicesse ti amo quando avrebbe voluto chiedermi chi fossi... Ma la valigia ormai è pronta perché so già che non potrei continuare a vivere in questa stanza, tra queste mura, aspettando che qualcun altro sbatta una porta affinché io mi possa risvegliare e bisbigliare qualcosa del tipo: "è tornata a prendermi?". Si bisbiglia laddove non si può gridare. È come se qualcuno stia salutando qualcun altro mentre credi che salutino te.

Perciò hai uno sguardo, un nome, una vita propria che forse non comprenderò mai abbastanza. E sei bella come non farò a tempo a dirti! - così non fanno a tempo quei libri che non si finiscono di leggere pensano. - E se potessi rivederti ancora una volta vorrei tu sapessi, visto che non posso più gridartelo, che sarò sempre la pagina di questo libro che hai letto e che hai deciso di lasciare in questa stanza. La tua pagina!

(A chi potrebbe venire in mente che non ci sia tango in questo articolo, potrei facilmente obiettare che ce né talmente tanto, tale da arrivare fino al muso del lettore, che non lo vede.)

A. Liuzzi

 

 


Angelo Liuzzi
ha pubblicato e mantiene aggiornate le informazioni contenute nella scheda.
invia una e-mail a angeliuzzi@yahoo.it