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Il tango del giudizio

a cura di:Angelo Liuzzi

Questa è la brevissima storia di un uomo, più precisamente di un amante, perché quando si è amanti si smette di essere uomini; ciò che si può chiamare dignità, orgoglio, affetto nei confronti di se stessi non viene abbattuto, ma è come se.., - come se un dente sano, estirpato senza ragione, provocasse lo stesso sollievo di un dente marcio appena tolto. Per un po’ si è ancora capaci di credere che quel dente sia al posto suo. Come mai lo era stato prima. Difatti, solo i denti malati si fanno presenti e vivi. I sani sono come assenti, i morti che tutti sanno esistere, ma che nessuno vede più; così un amante non è molto diverso da un dente sano che, per avere diritto di riconoscenza, deve trovare il modo di farsi togliere di mezzo. E paga per questo!

Trovarono i loro corpi, l’uno dentro l’altra, quasi abbracciati, ma lei sembrava volesse, un attimo prima dell’impatto, districarsi da quell’abbraccio; ma come, non per salvarsi la vita, piuttosto per impedire che si sapesse come fosse morta. E non era certo per vergogna, era semplicemente per preservare dal dolore il suo compagno, il suo amante; che non era lì, sotto di lei, fuori da quella macchina, sull’asfalto appena bagnato dalla nebbia, era in una milonga assai vicina al luogo dell’incidente.., - di questo incidente.

Sui perché o sui per come lei fosse in una posa, quasi "fotografica", e passionale, con un uomo che non amava più da tempo o che non avrebbe amato più, e del motivo per il quale, invece, al posto del vecchio marito non si trovasse il suo vero amante, da rendere almeno, - così! - plausibile l’incidente, non è importante! Questa è solo una breve storia su un solo insignificante tango, non sul tango in genere.

Il tango, forse, non è un incidente irreversibile nella vita di uomo? Sarà per questo che si potrebbero raccontare parecchi aneddoti su incidenti stradali che vedono coinvolti tangueri di tutto il mondo. Di fatto, i tangueri muoiono anche molto in aereo o in treno! Ma muoiono, insieme a loro, pure altre persone, tanto che a nessuno potrebbe venire in mente di dire: lui lo conoscevo perché ballava il tango. Eccezioni a parte naturalmente. - Giusto quello sfigato di Gardel. – Così, quando muoiono soli o a "coppie" è più facile accettarne la fine. E poi c’è un difetto in tutto questo, che il tanguero medio vive due vite, quella quotidiana e quella nella milonga, ben distinta, serbando ai corsi o agli stages un punto di passaggio che unisce quella che può essere la sauna per una persona grassa e pigra, dove la carne in esubero non viene dimenticata sui fianchi, ma nelle braccia di coloro che hanno ballato con lui.

Il marito, anche lui ballava il tango, ma lo ballava grasso di pigrizia, quindi, - lì! - lei sopra di lui, è morta semplicemente per l’asfalto scivoloso se non per un gatto di troppo che non andava troppo di fretta, non per un abbandono improvviso dei sensi. Piuttosto sarei quasi tentato dire che, è morta perché voleva prendere qualcosa che era caduta al marito, se non fosse per via di quel piccolo inconveniente nelle sue gambe.

L’amante, - forse per alcuni sospetto nel loro ambiente, - era tenuto stretto in un tango appassionato quando arrivò la telefonata. Qualcuno si precipitò sul luogo senza pensare di avvisarlo, naturalmente. Ma con una fitta stretta al cuore quel tango finì e l’amante vide movimenti strani e grida materializzarsi all’interno della gabbia del musicalizador. Dovette scoprirsi. Dovette fare in modo che l’ignaro soccorritore tornasse a prenderlo. Nel giro di pochi minuti tutti sapevano chi l’amante, chi nell’incidente, ma nessuno poteva sospettare il peggio.

Quella morte sciocca! Già mi pare di sentirli: "sono morti nell’ultimo abbraccio…", "hanno ballato il loro ultimo tango…", "e l’amante, che disgraziato..!" - Miseria ladra! Non so ancora con precisione cosa sia il tango, ma so con certezza cosa non è: non è evasione dalla vita, dal quotidiano. Se si evade, si evade anche dal tango. Il tango vuole darti solo la possibilità di essere te stesso, e lui ci riesce benissimo, quindi non puoi mentire. Per questo non si può ballare il tango, lo si vive necessariamente, altrimenti è come entrare da una porta quando sei già dentro.

Arrivato sulla scena, una nebbia più fitta separava la nebbia consueta dalla vista di quei corpi: era quel lenzuolo bianco che li ricopriva dal freddo e dall’umido che ammazza. Lui ancora non sapeva niente. Superò ogni ostacolo, riuscendoci, per togliere quella nebbia. Li vide, e pensò alle braccia che aveva lasciato nella milonga, al sorriso, alla fitta nel cuore. Non rivide niente della sua vita passata, eppure stava per morire, almeno così gli pareva. La mattina stessa lei si era addormentata ancora tra le sue braccia dopo averla scopata fino a scoppiare; e se avesse solo potuto immaginarlo avrebbe di certo voluto essere al posto di quel cornuto. Ora, però, cornuto si sentiva lui.

Primo tentativo di descrizione del sentirsi cornuto: non lo so!

Secondo tentativo: non lo so!

Terzo tentativo: …

Quarto: …

Quinto: una macchina ti travolge, e tu sai di camminare in mezzo alla strada, ma non vuoi vederlo; mai hai voluto vederla quella strada, così muori proprio per quello che in fondo è risaputo e cioè, che non si cammina in piena notte al centro della strada, meglio se questa è un’autostrada. Ma può essere questa la fine di questa brevissima insignificante misera storia? E dov’è la morale in questo tango da poco?

La morale sta nella dose di anestetico che il dentista ti inietta nella bocca. - Di cosa hai bisogno per vivere? Hai bisogno davvero di sapere se sia sano il dente che ti vuole togliere? E quando saprai che è sano, vorrai ancora fartelo togliere? No perché.., forse, non vale la pena di spendere tutti quei soldi, non trovi..? O sì?

Ma a volte si può essere così fortunati che l’anestetico non faccia effetto o che, magari, si possa scoprire in tempo che il dentista vuole fotterti..; allora sì, sei pronto ad allontanarti dalla donna che ami se questa non ti ama o se non capisce quanto ti ama..; - e la prossima volta che balli un tango, ballalo senza anestesia e fallo solo con i denti che hai in bocca, mordendo magari a fatica, dolorosamente, ma almeno sarai ancora vivo, anche se gli altri non potranno vederlo. - Ma per quel che mi riguarda.., io aspetto solo il giorno in cui dovrò camminare in piena notte su di un’autostrada, e speriamo che sia deserta!

E se ci fossi già sull’autostrada? Allora è proprio deserta! Bene, sono ancora in tempo.

 

A. Liuzzi


Angelo Liuzzi
ha pubblicato e mantiene aggiornate le informazioni contenute nella scheda.
invia una e-mail a angeliuzzi@yahoo.it