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Il tango confonde...

a cura di:Elisabetta Muraca

Ricordo bene, eravamo a El Beso (una delle più belle milongas porteñas) e la mia amica e maestra Susana Miller in risposta ad un mio commento a proposito di un abbraccio appena sperimentato mi dice: "Il Tango confonde...". Ho molto riflettuto su queste parole, ne intuivo il senso, la carica emotiva, la contraddizione rispetto ad altre numerose affermazioni sul tango. Spesso mi tornavano in mente quando osservavo il viso della mia amica di ritorno al tavolo, magari dopo aver ballato una tanda di Pugliese con quel signore in doppiopetto, attempato e profumato. Oppure, quando io stessa trovavo quella speciale affinità corporea ballando con quell’altro sconosciuto che mi aveva inchiodato il suo sguardo da tempo. Com’è possibile ? - mi dicevo - non so chi sia, cosa fa nella vita, magari è un delinquente, uno spacciatore, un torturatore di Videla o forse è un tranquillo padre di famiglia, in cerca di emozioni, che stasera è scappato dal focolare domestico per abbracciare altre donne che non sia quella che da trent’anni si ritrova al suo fianco. Come è possibile questo incontro così profondo ? Incontro che non necessita di parole, di presentazioni, di maschere sociali ma solo di ascolto di un altro corpo insieme alla musica. Sarà questo che confonde ? La totale assenza di sovrastrutture che ci mette a nudo davanti all’altro. Forse non ne siamo più abituati, impegnati come siamo nella nostra quotidianità ad apparire più che a essere, a mostrarci come vorremmo essere più che semplicemente "essere", ci siamo dimenticati che si può sperimentare il piacere in un semplice incontro fortuito, in un incontro fugace tra due sconosciuti. Proprio per questo mi piace il tango, perché è l’esempio puro del contatto qui e ora, unico e irripetibile. Quando inizia allora la confusione ? Forse quando il livello emotivo sperimentato si coniuga con quello immaginativo e ci sembra di aver trovato "qualcos’altro" nelle braccia di quell’uomo capace di farci ballare una tanda mozzafiato. Immagino che anche per l’uomo accada qualcosa di simile, perché ovviamente anche lui gioisce se abbraccia un corpo morbido e caldo, un corpo che si abbandona alla sua guida (ma mai totalmente !) un corpo capace di rispondere alla "marca" con una giusta tensione muscolare. Che meraviglia ! Che intesa ! - suppongo che pensi - ci capiamo senza bisogno di parlarci. Si dice che a noi donne piace parlare e che invece loro - gli uomini - fanno più fatica a emettere un suono articolato su ciò che sentono. Forse per tale motivo un buon tango diventa mitico, una intesa perfetta senza sforzi, un accordo struggente senza necessità di parole, mediato soltanto dalla musica. Dunque la confusione nasce paradossalmente dal piacere, dall’affinità, dall’incontro, dalla credenza che qualcos’altro sarà possibile. E che questo "qualcos’altro" potrà essere una breve storia di letto, una relazione, un breve o lungo percorso di vita in comune, un progetto ... ma che, nel caso si avveri il desiderio, il più delle volte smette di essere un tango, purtroppo... Accolgo con gioia tale evento, è sempre meraviglioso se tra un uomo e una donna scocca quella scintilla, quella passione che si chiama innamoramento. Coloro che studiano scientificamente le passioni umane dicono che questo stato emotivo così perturbante ha una durata variabile tra i cinque minuti e i tre mesi, non di più. Meno male ! Come potremmo portare avanti la nostra vita se fossimo perennemente in questo "decentramento" ? Perché quando ci si innamora per definizione tutta la nostra attenzione è centrata sull’altro : mi vuole o non mi vuole ? mi guarda o non mi guarda ? mi chiama o non mi chiama ? Tutti i nostri pensieri e il nostro agire sono in funzione dell’altro; gli amici, il lavoro, gli hobbies perdono lucentezza, sbiadiscono davanti alla presenza dell’altro. Si dice che l’innamoramento sia uno stato alterato di coscienza, sarà forse questo il motivo per cui molte persone si innamorano così frequentemente ? Sembra che lo facciano di professione, transitano continuamente in quel territorio sconnesso ed eccitante, forse perché è l’unico luogo della coscienza in cui si sentono vivi. La sfida invece è quella di passare dall’innamoramento all’amore, vale a dire : recuperare i nostri spazi personali, condividere con l’altro non solo la parte idealizzata di noi stessi ma anche la nostra "ombra", accettare i nostri limiti e quelli dell’altro, ritornare al nostro baricentro mantenendo vivo l’interesse per l’altro e continuando a gioire della sua presenza. In realtà la vera favola comincia ora, quella che si rinnova di giorno in giorno, perché è ogni giorno che scelgo di stare con l’altro. A nostra discolpa bisogna riconoscere che ci hanno sempre raccontato un’altra favola : se ti innamori della persona giusta, questo amore sarà per sempre. Probabilmente ciò era vero per i nostri genitori e certamente lo era per i nostri nonni ma allora i ruoli maschili e femminili erano ben definiti, le donne non sapevano ancora che potevano realizzarsi "anche" al fuori dal matrimonio, che vivere la sessualità non era soltanto procreazione ma una delle fonti di piacere per eccellenza che la natura aveva messo anche a loro disposizione (non solo a disposizione degli uomini). Ma non perdiamo di vista l’argomento di questo scritto : Il tango confonde... i suoi protagonisti e non potrebbe essere altrimenti. Abbiamo visto quanto il tango ballato evochi scenari amorosi, intese perfette, sensazioni fisiche piacevoli, emozioni che si scambiano nei corpi quasi per osmosi. Se poi siamo in grado di comprendere anche le sue parole talvolta ci sembra che esse descrivano inquietudini esistenziali, momenti di disorientamento e di sofferenza emotiva come quelli che canta Roberto Goyeneche in Desencuentro (C. Castillo - A. Troilo). Infatti il tango non è solo ballo, i suoi versi raccontano un secolo di storia di Buenos Aires, descrivono abitudini e forme di vita, celebrano i suoi stessi personaggi, sottolineano la precarietà della vita e dei sentimenti, insomma come canta il solito Polaco in un altro brano: "Viva el tango... mezcla brava de pasión y pensamiento..."


Elisabetta Muraca
ha pubblicato e mantiene aggiornate le informazioni contenute nella scheda.
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