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A tre minuti dai maestri

a cura di:Angelo Liuzzi

"Se almeno ci devono essere uomini, che almeno volino, e lontano" *

 

 

Ma il tango non è solo passione e sregolatezza, sentimenti che ti sommergono in vortici che sono in grado di annientare il tuo quotidiano. Il tango è anche equilibrio, armonia, un sorriso amichevole, una semplice intesa. Non sempre è possibile ubriacarsi di tango. Senza contare, poi, che ci sono persone che sono astemie di questi sentimenti, così… "ingombranti"; - ma, a volte, anche s’è ingombrante nemmeno si sente!

Mi è già capitato di dire che il tango, - forse, - è l’amplificazione della vita stessa. In fondo se uno è quello che mangia, perché non dovrebbe essere anche quello che balla? Perché, forse, col tango si riesce a portare alla luce, - anche se soffusa, - tutte quelle frustrazioni che la vita impone. Non a tutti è concesso un talento istintivo per il quale ballare diventa uno scopo, un dovere, una grazia. Per la maggior parte dei tangueri, - soprattutto europei, - ballare è un modo comodo per evadere, per affermarsi, per tirare, insomma, avanti le proprie fila di marionetta.

 

"Ci sono tre tipi di uomini: quelli che vivono davanti al mare, quelli che si spingono nel mare, e quelli che dal mare riescono a tornare, vivi". E quelli che non tornano? Di quelli non si sa più niente. E se il tango fosse come il mare? Con l’onda alta sull’onda in rovina, coi suoi segreti che non si devono e non si possono svelare?

Soli tre minuti separano la vita dalla vita. In quei tre minuti può accadere tutto e non può accadere niente. Ma se qualcosa accade, allora, riappropriarsi di se stessi, dopo, diventa un dovere al quale nessuno si deve sottrarre! Il tango è solo tango, come il mare è solo mare, e questo l’ho imparato a mie spese, - anche se ne ho molte da fare, di spese! - Un uomo di fronte ad una donna, oppure un uomo di fronte ad un uomo, o una donna di fronte ad una donna, se preferite; quando si incomincia a mettere troppo fiato, del bacio nascosto, del talento, allora ecco: il gelato è fatto! Ce n’è per tutti i gusti. Ad ognuno il proprio.

Ma, non sembra che io creda molto a tutto questo! Però qualcuno può crederci, come qualcuno può continuare a credere che gli articoli che scrivo siano il vero resoconto della mia vita. - Pazzi scatenati! - Cos’è cedere alla tentazione..?!

Cos’è vedere un talento istintivo in azione? La sua anima è come una zona boschiva, nella quale giace una casa nel verde bruciato; e bruciate sono le sue mura a saccheggio. Tutto attorno è buio; poche luci ancora di un fuoco mai spento, e l’odore della cenere nell’aria dopo una pioggia rassegnata. Ma quell’anima è quel corpo, toccandola si può sentire tutto. Solo che non tutti sono in grado di sentire veramente. La maggior parte dei tangueri, come delle persone in genere, si fermano alla prima impressione: quella accecata dall’invidia, dal risentimento per l’impotenza. Non si pongono minimamente in difetto nei loro riguardi. Quando possono, succhiano, - a chi insegna per esempio, - tutto quello che possono; poi, credendo di aver imparato l’arte, invece di mettere da parte, - l’arte, - mettono da parte le persone!

Siamo tutti bravi a tirare le somme quando si hanno solo pochi numeri a disposizione. Ma questo non è tango e non è vita, almeno per me! In fondo ci sono maestri che si comprano anche per 40mila a ora, quindi possiamo permetterci di dire e fare quello che vogliamo, no? E dov’è il rispetto e l’amore? Il tango non può finire finiti quei tre minuti! Una mano sfiorata, prima, e poi stretta in una macchina, di nascosto, non è tango forse? E un sorriso pieno di lacrime, forse, non può essere la risposta che cerchiamo ballando? L’immagine fissa che ci riconduce alla nostra terra? Quella che ci fa ballare col cuore? Basta solo aggiungere la musica, immaginare che quelle lacrime, scese sulla bocca, s’infrangono in frastuono come onda alta sul tuo viso.

 

Credo in unam…

In quei tre minuti, dove chiudo gli occhi e divento animale felice, la sola cosa che conta per me è trovare quell’anima, sentire quel corpo, non dimenticando, naturalmente, il gioco estetico delle forme, - essenziale! - Poi la musica finisce, la vita ritorna, ma il tango prosegue e, questo, perché non vorrò sapere mai nulla della figura che ha ballato con me, solo, forse, se le luci mi permetteranno di scoprirla, che il suo sorriso è il limite della sua bocca come il tramonto è il limite del giorno, e il limite delle mie parole quando, guardandola andare via, immaginerò di poterle dire… "vorrei dirti il mare".

Questo mi rende vivo; agli altri.., i tre minuti d’evasione!

 

PS. Il rischio che corrono le coppie fisse, sta nel ballare il tango solo al di fuori di quei tre minuti, magari a letto, raggiungendo l’orgasmo alla fine del cd che avranno messo di sottofondo..; se lo raggiungono… il letto!

 

 

* Tutti i stralci tra virgolette sono di Baricco: "Oceano Mare ".

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Angelo Liuzzi
ha pubblicato e mantiene aggiornate le informazioni contenute nella scheda.
invia una e-mail a angeliuzzi@yahoo.it