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Milonga de Leche

a cura di:Angelo Liuzzi

Seguendo la scia di varie trasmissioni radiofoniche, si è voluta riportare una delle tante e-mail che il "mondo" del tango, così appassionato, ha voluto inviare alla redazione del sito, sui recenti eventi che hanno saputo calorosamente sconvolgere il nostro esiguo quotidiano. Declinando, per tanto, ogni responsabilità sul contenuto della seguente, è significativo constatare tra tanti pareri concordi un parere contrario.

 

Lacenaire scrive:

"Io, volutamente ribelle, maledetto per forza, non veramente; in un epoca dove si ha bisogno quanto mai del male per poter brandire la spada del bene, mi sono fatto male a posta. Io, che venivo osteggiato dai miei compagni, fino dalle più tenere età, e visto malissimo da ogni professore che si rispetti, non ho più che un pugno di amici che, in numero di due, ed una sola donna ormai, a vita, mi sopportano a vicenda con tutta l’incoerenza possibile, - la mia!

Per questo non posso scrivere nulla su questa imminente guerra, - che, come tutte le guerre, si vuole, nella misura in cui, alla fine, non si fa davvero nulla per evitarla: sono troppi gli interessi in gioco, e anche stupido sarebbe evitarla! - dicevo, molti lo faranno, molti vi scriveranno sopra, - come su di un muro che poi verrà abbattuto, - tutti ormai lo possono fare, ed io davvero non potrò aggiungervi nulla di nuovo, se non qualcosina di buono, come questo mio prendere le distanze. La gente muore, o meglio, sta incominciando a morire di questa nuova guerra, - come essa si definirà, terza o prima di qualcosa…, non so! - e la verità è che a me non me ne frega niente.

È un normale processo storico, inevitabile; la noia e l’indifferenza diventano anche loro insopportabili, così, invece di sforzarsi di stare dalla parte del bene, giorno per giorno, nel proprio piccolo, per poter assicurare alla giustizia la giustizia, si cercano gli escamotage per prendere parte nel miglior modo possibile ad un evento inevitabile. La storia vuole i suoi martiri e i suoi eroi, e per far ciò si ha bisogno dei criminali che noi, e solo noi, mettiamo sul palcoscenico.

Il primo di questi nuovi morti, zombie dall’aria più che mai inerme, armato solo di un tenace estintore, che ha estinto solo se stesso, è stato Carlo Giuliani. Ma basti pensare: l’unico modo per fregare la globalizzazione (termine nuovo che non troverete sul dizionario e non so nemmeno con quante zeta scriverlo! e che mi costringe ad usare le odiose parentesi tonde) era semplicemente quello di non comprare i Loro "prodotti", invece a Genova c’erano molti ragazzi con zaini firmati e lattine di coca cola…, pressappoco, certo! C’erano anche le sbarre e quelle sono firmate con il cranio e le articolazioni rotte degli idioti che si radunano come pecore per protestare quando, alla fin fine, cosa hanno fatto prima di allora, se non assecondare la grande globalizzazione? - Mi tolgo, invece, il cappello, per prendere una manganellata, per ognuno di loro che non abbia aspettato il G8 per protestare e che, quindi, abbia portato il cuore lì dentro, a farselo calpestare.

Ma adesso è davvero troppo tardi, non puoi nemmeno non comprarti la coca cola, ti fanno pena adesso gli americani, con tutti quei morti, dopo che riposa nel dimenticatoio la storia mai studiata nelle scuole. Accendete i lumini alle finestre, da bravi…, sentitevi vivi, perché fino ad ora non lo eravate, cosa avete fatto per evitare tutto questo? Certo, un tutto che può ancora solo spaventosamente accadere, ma credo che i morti americani bastino. Mi sembra di vedere qualcuno però con quella coca cola, e mettiamoci anche del pop-corn, davanti ai teleschermi di tutto il mondo. I morti sono talmente tanti che diventano cifre, pressoché impersonali, e allora sortiscono lo stesso effetto di un incidente automobilistico. Immagino invece chi quei corpi, - quel che resta dei corpi, - è costretto ancora a ficcarli nei bui sacchi neri. Brandello dopo brandello, e intanto si giura vendetta sotto maschera di giustizia.

Però che spettacolo, non si vedeva nulla di simile dal Cavallo di quella Troia! Per questo e per tanti altri motivi, invece di scrivere per questi morti, io scriverò alla mia donna, che amo, e che probabilmente vedrò morire, o mi vedrà morire, perché qualche buontempone ha bisogno di brandire la spada del bene quando fino all’altro giorno l’unica cosa che teneva nelle mani era la spada del pene.

La gente sta morendo di questa "guerra" come si muore di una malattia, di una feroce pestilenza, allora voglio scegliere io, finché mi è possibile, la malattia per la quale devo morire, e per quanto a voi, il suo nome, sia sconosciuto, - come del resto i morti che finora avete visto in tv, - è un nome che a me rende vivo più delle piene manifestazioni d’orgoglio ferito. Che ognuno si scelga la propria ferita, e nessuno si lamenterà! Basta che ce ne rendiamo conto.

Adesso ve la fate in mano prendendo l’aereo o magari il treno o l'autobus che passi da qualche centro abitato o strategicamente valido per i terroristi…, e dov’eravate quando alla finestra dell’Italia si moriva in Bosnia? Certo, finché non piovono le prime pietre sul muso non ci si accorge di nulla, non è così? - A proposito, non pensate che io mi senta escluso, io per primo mi accuso di tutto questo.

È arrivata l'ora di sapere che non esiste più il carnefice e non esiste più la vittima, siamo entrambe le cose, tutti! E poi, dopo tante Crociate assassine possibile che non ci si aspettasse, una volta tanto, una Crociata contro di noi?"

 

La lunghissima e-mail prosegue con una serie di scritti sul tango che probabilmente lo scrittore, o presunto tale, si prodiga per avvalorare, ma di cui viene concessagli solo una milonga:

"…

Milonga di Latte

Milonga de Leche

   

Come se non sapessi cosa farmene,

Como si no supiera que hacer con él,

nelle mie mani ho questo corpo,

en mis manos tengo este cuerpo,

corpo piccolo come di bambola,

cuerpo pequeño como de muñeca,

svestita in una camera di penombra,

desnuda en una pieza de penumbras,

come di penombra è la mia anima,

como de penumbras está mi alma,

nascosta che piange e sta piangendo

escondida que llora y está llorando

perché tua madre, bambina bambola,

porque tu madre, chiquilla muñeca,

ha lasciato il suo cuore in un letto bianco,

dejó su corazón en un lecho blanco,

bianco come latte che risplende l'amore,

blanco como leche resplandeciente amor,

e di quest'amore le rovine del cuore

y de este amor las ruinas de corazón

che non potranno più essere riedificate.

que ya no podrán ser más reconstruidas.

   

Dormi bambina, dormi bambola,

Dormite chiquilla, dormite muñeca

che tuo padre ti culla nelle sue mani

que tu padre te acuna entre sus manos

che sanno di morte perché la morte

que olen de muerte porque la muerte

ha tenuto nelle sue mani, un attimo

ha tenido en sus manos, un instante,

appena che tua madre, piccola bambola,

apenas cuando tu madre, chica muñeca,

ha sorriso tuo padre poco prima

sonrió a tu padre poco antes

di chiudere gli occhi per sempre.

de cerrar los ojos para siempre.

   

RITORNELLO:

ESTRIBILLO:

Dormi amore, dormi bambina,

Dormite amor, dormite chiquilla,

mamma vi protegge e in una lacrima senza tempo (che sfinisce)

mamá los protege y en una lágrima sin tiempo (dasfalleciente)

ha racchiuso la musica della vostra vita,

ha encerrado la musica de sus vidas,

che per me ora è finita.

que para mí ahora es concluida.

Dormi bambina nel letto bianco,

Dormite chiquilla en el lecho blanco,

bianco come il latte del mio rifiuto.

blanco como la leche de mi rechazo.

   

Ma non sono state versate lacrime per sbaglio,

Pero no se han vertido lágrimas por falta,

per sbaglio, le tue, avide del seno bianco,

por falta, las tuyas, ávidas del seno blanco,

hanno soppesato ogni crepa, ogni sbaglio,

han tenido en cuenta cada grieta, cada falta,

ripostiglio dei segreti più brutti:

alacena de los peores secretos:

Come hai colpa se ora io non posso

Como sos culpable si ya no puedo

affondare la lama del coltello nel mio petto

hundir la hoja de cuchillo en mi pecho

e dal mio petto nutrirti col mio sangue,

y de mi pecho nutrirte con mi sangre,

rosso come il latte di tua madre, bambola bambina,

rojo como la leche de tu madre, muñeca chiquilla,

che ci ha lasciato questo letto sporco,

que nos ha dejado esto lecho sucio,

fermando la sua faccia in un sorriso

deteniendo su cara en una sonrisa

senza tempo (che sfinisce). Cosa farò quando anche

sin tiempo (desfalleciente). Qué haré cuando también

l'ultimo calore sarà scivolato via,

el último calor se desvanezca,

e, come se non sapessi cosa farmene,

y, como si no supiera qué hacer con él,

le mie mani stringeranno solo

mis manos estrecharán sólo

il colore bianco di un letto appena pulito.

el color blanco de un lecho apenas limpio.

Dormi bambola, dormi perché domani

Dormite muñeca, dormite porque mañana

non avrai nella bocca dei denti aguzzi

no tendrás en tu boca de dientes agudos

quel seno di madre che ci ha donato la vita

ese seno de madre que nos dio la vida

per così tanto tempo, per così tanto breve.

por así tan tiempo, por así tan breve.

   
   

RITORNELLO (in crescendo, stacco)

ESTRIBILLO

   
   

Dormi padre, dormi padre questa milonga…,

Dormite padre, dormite padre esta milonga,

come ho colpa per la tua vita,

que culpa tengo de tu vida,

come ho colpa se quella faccia di bambola

que culpa tengo si ese cara de muñeca

non ha potuto far nulla affinché

no pudo hacer nada para que

tu raggiungessi quel sorriso senza tempo (che sfinisce).

tu alcanzaras esa sonrisa sin tiempo (desfalleciente).

Dormi padre, dormi papà vecchio

Dormite padre, dormite papá viejo

nelle mie mani cresciute troppo,

en mis manos ya demasiado crecidas,

che mai avrebbero voluto,

que nunca hubieran querido,

per questo dolore troppo potuto.

por este dolor poder demasiado.

Dormi papà perché queste mani,

Dormite papá porque estas manos,

assetate, come le tue, del seno di madre,

sedientas, como las tuyas, del seno de madre,

non riescono ad affondare la lama del coltello

no logran hundir la hoja de cuchillo

nel tuo petto, per nutrirmi del tuo sangue,

en tu pecho, para nutrirme de tu sangre,

bianco come il latte della mamma…,

blanca como la leche de mamá…,

ma queste mani, che non possono darti pace,

pero estas manos, que no pueden darte paz,

ora ti sorreggono in cammino.

ahora te sostienen en la senda.

   

Ora non ci sono più le lacrime del rimpianto:

Ya no están más las lagrimas de la añoranza

Vedo i miei occhi di bambola sul tuo capo bianco,

Veo mis ojos de muñeca sobre tu cabeza blanca,

nella sedia con le ruote che ti possiede,

en la silla de ruedas que te tiene,

nella tua testa smarrita che ancora la cerca,

en tu cabeza extraviada que aún la busca,

innamorata di un dolore che sfinisce (senza tempo).

enamorada de un dolor desfalleciente (sin tiempo).

Dormi papà, riposa gli occhi giunti

Dormite papá, posate los ojos apretados

come mani nella preghiera,

como manos en él ruego,

e, sull'altalena del tempo,

y, en la hamaca del tiempo,

torna a spingere i giorni felici,

volvé ha dar impulso a los días felices,

quelli dove le vostre bocche

aquellos donde vuestras bocas

erano un solo frutto e le lingue

eran un solo fruto y las lenguas

trecce del mio seno di piccola bambola.

trenzas de mi seno de niña muñeca.

   

RITORNELLO

ESTRIBILLO

"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Angelo Liuzzi
ha pubblicato e mantiene aggiornate le informazioni contenute nella scheda.
invia una e-mail a angeliuzzi@yahoo.it